'profughi tibetani'


“Diritti Umani: etica per una nuova evoluzione”

Sabato, 19 Dicembre 2009

>Dopo la mostra fotografica “L’eredità del Tibet” (luglio 2008), dopo i tre mesi di sciopero della fame di Gianni Festini Brosa, presidente dell’associazione (dall’8 agosto al 2 novembre 2008) per il rispetto dei diritti umani, dopo la mostra fotografica “Diritti Umani: quali?” (luglio 2009) dove sette monaci tibetani hanno eseguito dal vivo un mandala per la pace nel mondo, con questo nuovo progetto l’Associazione prosegue il percorso di sensibilizzazione sul tema dei diritti umani, presentando progetti già operativi in ambito internazionale e attivando proposte di azioni concrete da realizzare sul territorio trentino. L’obiettivo è dare stimoli pratici alla comprensione dei diritti fondamentali dell’uomo e di incentivare il coinvolgimento diretto delle persone.

L’Associazione Samten Chöling Onlus è presente nel Mercatino del Volontariato e della Solidarietà di Natale a Trento in piazza Battisti, dove diverse associazioni di volontariato presentano le proprie attività e raccolgono fondi per sostenere i progetti di aiuto.

In particolare dal 18 al 24 dicembre il centro Samten Chöling vuole porre un accento sulla componente dedicata alla crescita dello sviluppo e della libertà delle popolazioni aiutate. Un questionario distribuito ai visitatori del mercatino permetterà di raccogliere le opinioni della gente sul rispetto dei diritti umani e su metodi concreti per promuoverlo.

L’associazione Samten Chöling Onlus continua a promuovere, inoltre, all’interno della realizzazione di questo progetto la sensibilizzazione della popolazione verso la causa dei profughi tibetani e annuncia la visita nella città di Trento di un gruppo di monaci tibetani che nei giorni 19 e 20 dicembre incontreranno i visitatori del mercatino e nella cornice delle casette di Piazza Battisti si esibiranno in uno spettacolo di danze rituali e canti tradizionali tibetani.

In occasione della loro presenza a Trento si terrà anche un incontro con il Lama tibetano Geshe Lodoe Gyatso sul tema delle violazioni dei diritti umani in Tibet, per non dimenticare anche le recenti esecuzioni di giovani che avevano manifestato pacificamente per chiedere al governo cinese di rispettare i diritti dei tibetani e concedere l’autonomia alla regione tibetana.

La realizzazione di tali attività, nel contesto dell’azione di diverse associazioni che lavorano per aiutare persone svantaggiate nei 5 continenti, è un segnale forte della trasversalità del tema del rispetto dei diritti umani nel mondo, attraverso le culture, le società e le religioni.

L’occasione dell’avvicinarsi del Natale favorisce il porre l’accento sulla necessità di non arrestare il dialogo tra le religioni e di portare avanti gli ideali condivisi di amore, pace e rispetto dei diritti umani nel mondo.
La manifestazione è realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.

In occasione della manifestazione verrà presentato l’ultimo video prodotto dall’Associazione Samten Chöling Onlus con il contributo del Comune di Trento – Servizio Cultura e Turismo dal titolo “C’è forse diritto all’oppressione? Due monaci si raccontano” con l’intervista a due monaci tibetani che raccontano nella loro esperienza di vita come profughi del loro impegno a difesa dei diritti del loro popolo anche attraverso azioni di forte impegno come la marcia verso il Tibet e lo sciopero della fame e della sete indefinito, portato avanti da uno di loro e fermato con la forza dai militari indiani.

Per tutta la durata della manifestazione sarà possibile assistere alla proiezione del video in Piazza Battisti presso il Mercatino del Volontariato e della Solidarietà.

manifestazione 28 marzo 2009

Mercoledì, 25 Marzo 2009

Tashi Delek!!!
Ci è pervenuto un appello dai delegati della comunità tibetana in Italia.
Il giorno 28 marzo prossimo si terranno due manifestazioni pacifiche di protesta a Milano e Roma.

Vi invitiamo ad essere presenti a sostegno del popolo tibetano e di tutti i sofferenti le ingiustizie dei poteri forti.

Ecco il testo con i dettagli:

Cari tibetani in Italia
Il 28 marzo il governo cinese terrà una manifestazione di propaganda nel 50 anniversario della “liberazione del Tibet dalla schiavitù” per giustificare l’occupazione del Tibet. Questo è inaccettabile per noi tibetani. È un’umiliazione.
Nello stesso giorno il governo tibetano in India ospiterà una celebrazione chiamata “thank you India” cioè Grazie India per aver dato un aiuto e una casa ai tibetani per 50 anni.
Sabato 28 marzo dobbiamo contrastare la propaganda cinese con una protesta di fronte al Consolato cinese a Milano e all’Ambasciata cinese a Roma.
Per favore intervenite il più possibile indossando abiti tibetani e diffondete l’informazione agli altri tibetani.

Dettagli
Milano, via Benaco 4 dalle 15.00 alle 18.00.
Roma, via Bruxelles 56 dalle 15.00 alle 18.00.

Come arrivare al Consolato Generale Cinese a Milano
Via Benaco n 4, Milano
Con il treno si arriva alla Stazione Centrale di Milano, prendere la metro linea 3 (linea gialla) scendere alla fermata LODI T.I.B.B,uscire dalla Metro, arrivare alla P.le Lodi,seguire il corso Lodi,100 metri dopo attraversare un ponte ferroviario,primo incrocio a T girare alla destra,troverete il Consolato.
Con la macchina
Dall’autostrada arrivare Tangenziale Est,uscire alll’ultima uscita per Milano –P.le Corvetto ,arrivare al P.le Bologna (c’è un distributore AGIP), seguire Corso Lodi —P.le Lodi — Via Benaco

Cultura tibetana

Venerdì, 20 Febbraio 2009

Una delle richieste dei profughi tibetani fatte in occasione dell’inaugurazione della sala Ten Ling è quella della possibilità di avere un luogo dove insegnare le danze, i costumi, il canto, l’arte ed altri aspetti culturali della popolazione tibetana.
In Cina stanno cercando di distruggere tutto questo patrimonio e quindi salvaguardarlo attraverso la trasmissione alle nuove generazioni diventa un fattore importante per noi, e per fare questo vorremo contribuire con nuovi progetti.
Poter costruire o ristrutturare un edificio adatto alle varie necessità è un grosso impegno che ci hanno trasmesso in questo viaggio. Lavoreremo in futuro per poter realizzare questo sogno della popolazione tibetana dell’Old First Camp.