'Frase della settimana'

In questo spazio proveremo assieme a voi a rendere più vivibile questo tempo commentando delle frasi da libri buddisti e non. in modo interattivo…sulla spiegazione o sul commento che verrà espresso, il vostro parere, consiglio o spunto verranno accolti con sollecitudine e sviluppati all’interno delle nostre attività.

Autobiografia in cinque parti

mercoledì, 3 marzo 2010

Con questa settimana vi dò degli spunti diversi; leggete la frase e lasciate un vostro commento o delle domande se volete chiarimenti. Buona pratica. Gianni

1. Cammino per la strada. C’è un buco profondo nel marciapiede. Ci cado dentro. Sono perduta, sono disperata. Non è colpa mia. Ci vorrà un’eternità per uscire.

2. Cammino per la stessa strada. C’è un buco  nel marciapiede. Fingo di non vederlo e ci cado dentro di nuovo. Non posso credere di essere allo stesso posto. Ma non è colpa mia. Ci vorrà molto tempo per uscire.

3. Cammino per la stessa strada. C’è un buco  nel marciapiede. Lo vedo. Ci cado dentro, è un’abitudine. I miei occhi sono aperti, so dove sono. È colpa mia. Ne esco immediatamente.

4. Cammino per la stessa strada. C’è un buco  nel marciapiede. Ci giro attorno.

5. Cambio strada.

(da Sogyal Rinpoche, Il Libro Tibetano del Vivere e del Morire)

DESIDERATE CIO’ CHE AVETE

sabato, 7 novembre 2009

“Desiderate ciò che avete invece di desiderare ciò che non avete, così troverete la vera pienezza.?
Jack Kornfield

Come si fa a desiderare ciò che si ha?

Immaginiamo di non possedere nulla, cosa c’è da desiderare? Se stiamo vivendo con nulla, desideriamo sicuramente di rimanere in questo stato perché l’ottenimento di un qualsiasi oggetto, stato d’essere e così via, porta con sé delle problematiche e quindi la perdita della capacità di discernere il momento felice.

La vera pienezza sta proprio nel riconoscere ciò che nella vita ci è realmente utile.
Si sviluppa così poi la capacità di interdipendenza attraverso la nostra reale espressione in questa forma ciclica.

Il risultato è l’ottenimento di una chiara luce nella mente che, priva di desideri “mondani?, si lascia trasportare dai desideri “sacri?, perché dentro di noi la nostra sacralità possa essere espressa.
Dentro di noi c’è una Buddhità innata, ce la portiamo dietro da innumerevoli vite, desiderare questa Buddhità ed esprimerla è la cosa più bella.

APPAGAMENTO E SODDISFAZIONE

lunedì, 26 ottobre 2009

“Le vere cause dell’appagamento e della soddisfazione vanno ricercate in noi stessi? XIV Dalai Lama

Nella legge di causa ed effetto questa frase viene spiegata in vari modi, oggigiorno la si può integrare nella nostra azione quotidiana, quindi abbiamo l’opportunità di verificare se le azioni che facciamo hanno origine da noi stessi o dagli eventi esterni.

Il più delle volte le azioni di appagamento e di soddisfazione sono seguite da forme di tensione o dolore e per questo ci crucciamo al fine di trovarne una causa.

Portiamo allora un esempio: vediamo un nuovo tipo di cellulare, nasce il desiderio di averlo, per ottenerlo (a pagamento) che cosa siamo disposti a fare? A cosa rinunciamo? Del nostro attuale telefonino che ne sarà? Se noi analizziamo bene questo esempio, verifichiamo la realtà posta alla base delle nostre azioni. Il fine porta ad un appagamento e soddisfazione dettate dall’ego?

Nel tempo ne subiamo le conseguenze per i fattori che ci hanno portato all’acquisizione del cellulare. Certo vi è anche una possibilità e cioè avere realmente bisogno di un apparecchio nuovo.

Cosa succede a questo punto? Rischiamo di ottenere in dono il telefonino, magari non lo stesso modello, sicuramente un apparato nuovo. Ecco che a questo punto abbiamo sia l’appagamento che la soddisfazione, queste vengono generate da motivazioni inerenti alla causa, ma con fine differente.

Dubito che le conseguenze nel tempo porteranno con sé delle negatività.
Riusciamo a fare questo pensiero sull’oggettività del quotidiano?
Buona meditazione